Bollo auto storiche - Passo falso per l'Emilia Romagna?

Dopo la sentenza numero 3837 della Corte di Cassazione, che aveva sancito il diritto del contribuente di non iscriversi all’ASI per ottenere i benefici fiscali riguardanti il bollo per i veicoli storici, gli appassionati pensavano di poter finalmente tirare un sospiro di sollievo. Pare che, invece, non sia ancora così. Segnaliamo infatti che la Regione Emilia Romagna - proprio la Regione a cui la sentenza di Cassazione dà torto - ha di recente emanato una nuova legge relativa al bollo per i veicoli storici –  L. R. 15 del 21 dicembre 2012 – che a partire dal primo gennaio di quest’anno consente l’accesso all’esenzione dal pagamento della tassa automobilistica regionale solamente agli autoveicoli e i motoveicoli ultraventennali “iscritti in uno dei registri “ASI, Storico Lancia, Italiano Fiat, Italiano Alfa Romeo, Storico FMI”, basandosi così sul testo dell’articolo 60 del Codice della Strada in merito alla circolazione dei veicoli storici.

La Regione, che negli ultimi anni, proprio su questo argomento, ha perso molti ricorsi in Commissione Tributaria -  l’ultimo in ordine di tempo ha portato, appunto, dopo 3 anni, alla sentenza numero 3837 - ha creduto con questa legge di porre ordine e chiarezza in una situazione intricata.

Peccato che il testo della legge, così formulato, sia incostituzionale e possiamo dirlo in quanto un testo simile venne rilasciato qualche anno fa dalla Regione Liguria. Tale normativa venne successivamente abrogata dalla Corte Costituzionale con la sentenza n.455/2005 poiché il testo di legge faceva confusione - come d’altra parte fa anche il testo della Regione Emilia Romagna - tra i “veicoli classificati di interesse storico e collezionistico” nominati nell’art.60 del Codice della Strada e quelli “di particolare interesse storico e collezionistico” di cui si parla, invece, nel tanto discusso art.63 della L.342/2000 che disciplina i benefici fiscali. Soprassedendo ed eliminando questa differenza di fondo, la Regione si pone quindi a sostituzione del potere statale in una materia non di sua competenza, violando di fatto l’art.117 della Costituzione.

Il Registro ha già provveduto ad inviare le proprie considerazioni in merito alla Regione, alla quale - per evitare di incorrere in una nuova serie di ricorsi - converrà tornare sui propri passi, conformandosi a quanto già attuato da altre realtà, quali le Regioni Umbria e Piemonte. Così facendo la Regione manifesterà l’attenzione dovuta a quegli appassionati di motori che di certo non mancano in una territorio che in questo campo ha tradizione, competenze ed eccellenze di fama mondiale, mostrando al contempo di aver recepito finalmente il messaggio inequivocabile della Corte di Cassazione.

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