Legge di stabilità 2015 - Cosa succede ai veicoli storici?

Si tratta di due righe in un documento di ben 123 pagine – se avete voglia e tempo, accomodatevi pure – che deve ancora ricevere l’approvazione definitiva e subirà nell’iter parlamentare correzioni, riscritture e variazioni,  eppure come il classico sasso nello stagno queste due righe hanno scosso e stravolto il mondo del motorismo storico nazionale, proprio alla vigilia del più importante appuntamento nazionale dedicato alle storiche, la Fiera Auto e Moto d’Epoca, che comincerà a Padova il prossimo 23 ottobre. 
Non c’è che dire, avremo di sicuro qualcosa di cui parlare.

Vediamo allora cosa dicono queste due righe. Legge di Stabilità 2015, Articolo 30 – Riduzione delle spese ed interventi correttivi del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Comma 17


Articolo 63 della Legge 21 Novembre 2000 n. 342, 
i commi 2 e 3 sono abrogati

Quindi? Semplice, con queste due righe si abolirebbero -  il condizionale è d’obbligo, vista la provvisorietà del testo – i benefici fiscali per i veicoli dai 20 ai 30 anni. Niente bollo e IPT ridotti per i famigerati “veicoli di particolare interesse storico”.


E l’assicurazione RCAuto? Ecco, qui, a dispetto di qualche solone che ha già sentenziato in merito, bisogna andare coi piedi di piombo. L’accesso a prodotti agevolati infatti è una scelta libera delle compagnie, un accordo tra privati che non ha nulla a che vedere con la Legge. Se ad esempio Aviva Assicurazioni – compagnia che riconosce il RIVS - decide di concedere le riduzioni a tutti i veicoli verdi, nessuno può dirle niente e da domani tutti i veicoli verdi godranno di sconti. 


Perciò, malgrado questa decisione sembri iscriversi in quella strategia di demonizzazione dei veicoli ventennali di cui parlavamo qualche tempo fa, vi invitiamo alla calma. Farsi prendere dal panico sarebbe inutile, se non controproducente: quello che bisogna fare, se anche voi ritenete che questo cambio repentino del Governo equivalga a buttare via il bambino con l’acqua sporca, è scrivere al governo, al ministero dei trasporti e ai vostri parlamentari di riferimento (http://www.camera.it/leg17/28 - http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede/Attsen/Sena.html) , manifestando il vostro disaccordo e segnalando che le soluzioni ai problemi dei veicoli storici sono altre.
Solo se le nostre voci si leveranno tutte insieme, alte e forti, potremo migliorare davvero la situazione.

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