Bocciati gli emendamenti pro-youngtimer alla legge di Stabilità 2017

Gli emendamenti che proponevano il ripristino delle agevolazioni fiscali per i veicoli certificati da RIVS, ASI ed FMI non sono stati approvati.
 

Dopo il tentativo di ASI di inserire un emendamento unilaterale all’interno del Decreto Fiscale – emendamento che fortunatamente è stato giudicato inammissibile (abbiamo spiegato in un precedente articolo perché la boccatura sia stata una fortuna), anche all’interno della Legge di Stabilità hanno trovato casa numerosi emendamenti che chiedono al Legislatore di riaprire la questione. 
Molti parlamentari hanno dimostrato sensibilità al tema, presentando al vaglio della Commissione Bilancio alcune proposte di revisione della legge attuale. Approvati dalla Commissione, questi emendamenti non hanno però passato il vaglio della Camera, un destino condiviso con moltissimi altri emendamenti, nell’enorme calderone della discussione parlamentare sulla Legge di Stabilità. 
 
Alcune considerazioni, a questo punto, sono necessarie per offrire una lettura più completa di questo ulteriore capitolo, dell’ormai (troppo) lunga saga relativa ai benefici sul bollo per le storiche youngtimer.
La prima è che l’esito era prevedibile: all’interno delle leggi di Stabilità gli emendamenti proposti dai vari schieramenti politici sono sempre troppi, e per ragioni di tempo e opportunità ne viene discussa solo una minima parte. Di certo ci sarà un margine migliore di discussione all’interno della Legge delega di riforma del Codice della Strada, che riprenderà il suo iter in Parlamento con tutta probabilità già ad inizio 2017. 
 
Dunque, per quanto si debba dunque registrare un momentaneo stop nella speranza di rivedere accordate le agevolazioni dal 2017, noi di RIVS cogliamo anche alcuni segnali positivi che ci lasciano qualche buona speranza per il futuro. Il primo è che molti parlamentari, sia della maggioranza sia dell’opposizione, hanno manifestato grande disponibilità e interesse verso la questione. Segno evidente che il tema è noto all’interno del Parlamento, molto più di qualche tempo fa, e si avverte ormai da più parti l’esigenza di concedere agevolazioni a chi custodisce con cura anche i veicoli storici più giovani.

Il secondo invece, ci riguarda più da vicino, o meglio riguarda la battaglia di liberalizzazione che da anni il Registro porta avanti in ogni sede. Ben due degli emendamenti approvati dalla Commissione Bilancio introducevano la richiesta di riconoscimento di RIVS, a cui sarebbe stato conferito l’onere di individuare i veicoli storici meritevoli di agevolazione, al pari di ASI ed FMI. Anche in questo caso, alcuni parlamentari hanno colto l’esigenza di abbinare al ripristino delle agevolazioni – collegate al rilascio di un certificato di storicità – la creazione di un contesto pluralista, che non obblighi gli appassionati a rivolgersi ad un’unica associazione. 

Un passo in avanti nella direzione della liberalizzazione del settore, che RIVS auspica da tempo, e che ci fa ben sperare per il futuro.

 

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