Bollo ridotto in Sicilia: la prima norma sicuramente incostituzionale | RIVS

La lunga storia del bollo per i veicoli storici, cominciata con l’infausta decisione del Governo di abolire i benefici per le Youngtimer (20-30 anni), si arricchisce di un nuovo capitolo. Dalla Sicilia arriva infatti la notizia di una reintroduzione da parte del Parlamento Siciliano dei benefici per tutti i veicoli storici iscritti ai Registri indicati dall’Articolo 60 del Codice della Strada (non chiedeteci di nominarli ogni volta, sono pur sempre la concorrenza)
Tutto bene quindi? Gli appassionati, o almeno i soci di quei Registri, possono cominciare a festeggiare? 
Ormai avete capito il trucco, la domanda è retorica e la risposta ovviamente è NO. Vediamo perché.

Come tutti sanno, dopo l’abrogazione dei benefici fiscali da parte del Governo, numerose amministrazioni regionali si sono mosse in favore degli appassionati, chi più, chi meno, promuovendo leggi tutto sommato positive per i collezionisti di youngtimer. Leggi che, ad oggi, resistono nonostante il margine di azione incerto delle Regioni in materia. 

Ma cosa sappiamo di questo margine di azione? Può una Regione stabilire autonomamente agevolazioni in materia di tassa automobilistica? Il quesito è tutt’ora aperto, e non ci sono sentenze che ci possano chiarire la situazione.  Questo perché, come più volte sottolineato, la tassa automobilistica è un “tributo proprio derivato” - detto in parole povere, un grosso pasticcio - e la giurisprudenza non chiarisce dove finisca la competenza Statale e dove inizi quella Regionale. 

Ma, a ben guardare una certezza c’è: la Corte Costituzionale, con sentenza n.288 del 2012, ha chiaramente stabilito il principio secondo cui una Regione, in materia di tassa automobilistica “può disporre esenzioni, detrazioni e deduzioni nei limiti di legge e, quindi, non può escludere esenzioni, detrazioni e deduzioni già previste dalla legge statale”. Può quindi ammettere nuove esenzioni, ma non escludere esenzioni preesistenti.

Ed è qui che c’è l’intoppo: la legge siciliana contravviene proprio questo principio, reintroducendo il bollo per i veicoli con più di 30 anni non iscritti ai registri ex articolo 60 e, di fatto, abolendo una agevolazione prevista a livello statale.

Sia chiaro, nessuno di noi intende svilire lo spirito e le intenzioni della legge - qualsiasi segnale di contrapposizione alle attuali disposizioni del Governo è ben visto - tuttavia non possiamo esimerci dal far notare come molta parte di questa norma, così come è stata emanata, sia potenzialmente dannosa per il settore.
Grazie alla nuova disciplina, infatti, sono ripristinati i benefici fiscali anche per i veicoli ultraventennali (a costi sensibilmente superiori rispetto alle tariffe previste per gli ultratrentennali). Riteniamo però assurdo e illiberale – oltre che anticostituzionale – che una Fiat 500 o, per salire di livello, una Isotta Fraschini, debbano obbligatoriamente essere iscritte a uno degli enti individuati dall’art. 60 del Codice della Strada per pagare il bollo ridotto.

Ci appelliamo quindi ai Deputati Siciliani perché rivedano al più presto la norma, rientrando nei canoni della costituzionalità e ci mettiamo a loro disposizione perché la stessa sia scritta a favore di tutti gli appassionati.

Nel frattempo abbiamo predisposto per tutti i contribuenti siciliani due utili documenti, richiesta di esenzione e interpello, con relative spiegazioni per la presentazione. Vi consigliamo in ogni caso di contattare il RIVS via mail, scrivendo a infotributi@rivs.it 

In cauda venenum, concludiamo con una po’ di malizia: questa norma così formulata non casca da cielo. Evidentemente, in questo caos, c’è chi continua a pensare al proprio ritorno, piuttosto che a proporre soluzioni adeguate e concordate con tutti gli attori del settore. 
Ma questa è un’altra storia, una di quelle che tendono a ripetersi (cliccare per credere).

DOCUMENTI UTILI

- Modulo richiesta esenzione (da presentare direttamente all'Agenzia delle Entrate)

- Istanza di interpello (spedire con raccomandata all'Ufficio dell'Agenzia delle Entrate competente)

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