Bollo veicoli storici ultraventennali: Clamoroso! la Corte Costituzionale non ha deciso un bel nulla | RIVS

Siamo sicuri che ci perdonerete la guasconeria del titolo, d’altra parte, se confrontato con quanto successo recentemente sul web, il nostro innocente scherzo non è nulla. Negli ultimi dieci giorni infatti, molti blog hanno riportato una notizia “bomba” – almeno secondo loro - che ha rimbalzato sui media, dando nuova linfa alla discussione sul bollo dei veicoli ventennali: La Corte Costituzionale ha (avrebbe) cassato ogni possibilità per le Regioni di legiferare in materia.

Come da titolo, non c’è nulla di vero. la Corte Costituzionale non ha detto questo, anzi non ha detto proprio nulla.

Chi invece ha parlato è Pier Paolo Baretta, Sottosegretario all'Economia, che rispondendo ad una interrogazione parlamentare (n. 5-06820 Commissione V Finanze, 29/10/2015) presentata dall’Onorevole Pagano, ha espresso il punto di vista del Governo.

Per chi non avesse tempo e voglia di leggere la risposta del sottosegretario, i punti salienti sono i seguenti:

- il Governo ritiene che non sia ancora possibile valutare se le entrate previste dalla manovra del 2015 (78,5 milioni di euro) saranno realizzate nel Bilancio dello Stato, o se questa cifra sarà rivista al ribasso, come prevede invece l’on. Pagano.

- le norme regionali in contrasto con la normativa statale dovrebbero considerarsi automaticamente abrogate, in forza della sentenza n. 2724/2014 del Consiglio di Stato.

Quanto al primo appunto, nulla di nuovo. Fino almeno alla pubblicazione dei dati ufficiali, per i quali bisognerà attendere il primo trimestre del 2016, non è possibile sapere se lo Stato avrà incassato quanto previsto. Aggiungeremmo solo che sarebbe interessante che nel conto fossero incluse anche le perdite relative all’indotto che i veicoli ventennali garantivano, ma sappiamo di chiedere troppo.

Sul secondo punto - quello incriminato - si ribadisce quanto già affermato ad aprile scorso, questa volta però citando una sentenza del Consiglio di Stato del 2014 che - è vero - prevede l’abrogazione automatica delle norme regionali in contrasto con la normativa statale in materie di potestà esclusiva dello Stato, ma - è altrettanto vero - non ha nulla a che fare con la tassa automobilistica.

Allo stato attuale il rapporto Stato e Regioni nella determinazione della tassa automobilistica (definita come “tributo proprio derivato” delle Regioni) non è ancora chiaro, pertanto non è possibile affermare l’automatica abrogazione delle norme regionali. Soprattutto non è chiaro se una Regione possa o meno integrare una agevolazione mancante nel sistema statale.

E quindi? E quindi stiamo tutti tranquilli. In attesa che la Corte Costituzionale si esprima sul serio, ma soprattutto in attesa che il Governo comunichi le entrate (o le mancate entrate) derivanti dal ripristino del bollo sulle youngtimer. Da lì ripartirà la nostra battaglia, da lì si potrà finalmente discutere sull’utilità di una manovra che, a fronte di pochi introiti, ha causato e sta causando danni ad uno dei pochi settori in crescita dell’economia italiana, oltre che alla passione di tanti collezionisti.
Nel frattempo, nelle Regioni che ci hanno dato retta, gli appassionati potranno continuare a pagare la tassa ridotta senza preoccuparsi delle sparate che ogni tanto la Rete ci regala.

 

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