Precisazioni del Presidente RIVS riguardanti la nuova legge sul motorismo storico attualmente in discussione | RIVS

Intervista rilasciata ad alcune riviste di settore dopo la recente Fiera Auto e Moto D’Epoca di Padova.

Giornalista: oggi abbiamo il piacere di intervistare Rossano Nicoletto, Presidente Nazionale del RIVS, Registro Italiano Veicoli Storici. Ci dica, quale futuro si prospetta per i veicoli storici?
Nicoletto: non roseo purtroppo. Premetto che, in fase di “riconoscimento” (Art. 60 comma 4 del CdS e legge 342/2000), ASI, FMI e i 3 registri storici, sono stati individuati senza fissare parametri, determinando un inevitabile oligopolio impossibile da scardinare (sono parole inserite nel DDL 1220 del Sen. Zanetta), dal momento che nessun altro club può chiedere, allo stato attuale, di essere a sua volta riconosciuto dal Ministero.
Giornalista: ASI affronta la questione della revisione portata ora a 2 anni anzichè 1, com’era in precedenza, e la condivide. E lei?
Nicoletto: solo i veicoli iscritti all’ASI devono fare la revisione ogni anno, mentre per tutti i veicoli certificati da altri enti non riconosciuti, la revisione è ogni 2 anni e rimarrebbe tale.
Giornalista: ASI condivide sostanzialmente la restrittività delle norme che costringono i veicoli storici ad adeguamenti strutturali “moderni” e sottolinea il fatto che, spesso, le nonnine a motore vengono considerate insicure ed altamente inquinanti. Lei che ne pensa Nicoletto?
Nicoletto: stanno cercando di emarginare veicoli storici senza cognizione di causa (o per interessi delle Lobbie?). Veicoli che hanno basse velocità di utilizzo, frequenza chilometrica ridotta e inquinano meno di un euro 4 a gasolio (anzi, nella puntata di “Striscia la Notizia” di qualche gg fa, dimostrano come siano molto più inquinanti tutti i veicoli diesel), non andrebbero vessati anzi, la loro conservazione, andrebbe incentivata e sostenuta. Ma forse i produttori di auto la pensano diversamente!
Giornalista: affrontiamo il punto riguardante la capacità contributiva?
Nicoletto: agevola coloro che posseggono molti veicoli storici a fini di investimento e non di pura passione, i quali rappresentano la minoranza degli appassionati.
Giornalista: e cosa ne pensa della vetustà portata da 20 a 25 anni?
Nicoletto: ecco un punto per cui sarebbe stato logico battersi duramente, mentre ASI non l’ha fatto; e la stessa non parli di equipararci agli altri paesi europei, perchè in fatto di equità fiscale l’Italia ha molto da imparare. Basterebbe uniformare la soglia a 20 anni, come suggerito da molti esperti di settore.
Giornalista: come considera la radiazione temporanea, non le sembra un provvedimento inserito senza valutarne le implicazioni e le inevitabili conseguenze?
Nicoletto: è un’assurdità! Conservare su suolo privato un veicolo storico non circolante equiparato ad un rifiuto speciale, come recita il D.L. 149/2006, comporterebbe inevitabili sanzioni; ma anche volendolo conservare illegalmente, si andrebbe incontro a: perdita della classe di merito, costi esorbitanti di parcheggio, deperimento del mezzo e del valore di mercato. 
Giornalista: le piace l’idea dell’adesivo con la targa h?
Nicoletto: sarebbe più logico e otterrebbe l’apprezzamento entusiasta dei collezionisti, il ripristino della targa nera originale.
Giornalista: il riconoscimento di nuove associazioni da parte del Ministero doveva essere il nocciolo della questione per “liberalizzare” le certificazioni; le sembra si possa mettere finalmente ordine?
Nicoletto: il pre-riconoscimento da parte di FIVA o FIA (previsto in tutti i DDL, escluso quello del senatore Zanetta che, a parte la vetustà a 30 anni, sembra quello redatto con maggiori conoscenze specifiche), porterà ad un allargamento dell’attuale oligopolio ad AAVS e ACI; tutti gli altri possono mettersi il cuore in pace, così come tutti gli appassionati che speravano cambiasse l’attuale situazione. A nulla sono servite le circolari, la pronuncia dell’Antitrust (prot. 0021154 del 13/03/2009), le posizioni di Umbria e Sicilia (e parzialmente il Piemonte) che, interpretando correttamente la norma, applicano i benefici a tutti i cittadini in possesso di un veicolo di almeno 20 anni su semplice autocertificazione.
Dovrebbe toccare solo al Ministero il riconoscimento di nuove realtà che dimostrassero di averne diritto, magari istituendo un registro come quello CONI, dove iscrivere ogni anno i club affiliati ai club “riconosciuti”. Sarebbe così semplice verificare ogni anno quali enti meritino il riconoscimento.
Giornalista: e delle omologazioni in Italia di alcune categorie di veicoli, che ci dice?
Nicoletto: solo ora ASI si accorge del problema? Molti sono costretti a portare i loro veicoli in Germania per poi omologarli in Italia (ma non fanno parte entrambe della UE?). Perchè non fare una legge meno restrittiva anche in Italia con una positiva ricaduta per le casse dello stato?
Giornalista: e i blocchi del traffico che la nuova legge non cita?
Nicoletto: un semplice augurio di veder riconosciuto un diritto imprescindibile che rimane sotto la spada di Damocle di 8.000 comuni, sembra pochino per un club come ASI! I cittadini che pagano tassa di proprietà e assicurazione per 365 gg l’anno, hanno il diritto di circolare 365 gg l’anno. Basterà equiparare le storiche ai veicoli meno inquinanti, come suggerito dal Sen. Zanetta, per risolvere la questione.
Giornalista: siamo giunti al termine della nostra chiacchierata; Nicoletto, un suo commento finale?
Nicoletto: invito tutti a collegarsi a www.rivs.it e a www.scateniamolenonnette.com e ad appoggiarci in questa battaglia che, senza il vostro aiuto, sarebbe persa in partenza. Non è più l’ora delle chiacchiere, è il momento di agire e subito, altrimenti sarà troppo tardi e, molti di voi, rimpiangeranno di non averlo fatto.
 
Vi saluto a…un filo di gas,
Rossano Nicoletto 
 
 
(Fonte ASIFED.it)

Fiera Auto e Moto d’Epoca – Padova

Il Sen. Filippo Berselli e Roberto Loi hanno fatto chiarezza
su presente e futuro del collezionismo automotoristico

Da subito revisioni biennali e in futuro i veicoli saranno storici dopo 25 anni.

In occasione di Auto Moto d’Epoca di Padova, la rassegna espositiva del collezionismo automotoristico, che è diventata una delle più importanti in Europa, nella giornata di domenica 25 ottobre, allo stand dell’ASI il Sen. Filippo Berselli, da sempre impegnato politicamente sui problemi del settore, e Roberto Loi, Presidente dell’ASI, hanno illustrato le novità regolamentari, inserite nel decreto del Ministero che entrerà in vigore entro fine anno e hanno annunciato le nuove norme, inserite nel decreto legge in via di approvazione presso la Commissione Lavori Pubblici del Senato.
Nella stessa occasione, hanno colloquiato con i numerosi Presidenti di Club e risposto ai quesiti del folto pubblico presente.

Tra le disposizioni inserite nel decreto Ministeriale, che entrerà in vigore a giorni, la più rilevante riguarda le revisioni dei veicoli storici, la cui cadenza viene spostata da annuale a biennale, equiparando così gli stessi, ai normali veicoli con più di 4 anni di età, ed eliminando la classificazione di “veicoli atipici” che accomunava un Fiat Nuova 500, ad una ambulanza o a un altro veicolo di soccorso.
Quest’ importante innovazione, rappresenta per i collezionisti un notevole risparmio di denaro e un minor disagio. Se si pensa che l’ASI ha nei suoi registri circa 50.000 veicoli certificati e che per ogni revisione si spendono 65 euro, questa modifica comporta un bel risparmio.

Alcune tra le innovazioni inserite nel decreto vanno nel senso di un richiamo al fatto che i veicoli devono conservare le caratteristiche costruttive e funzionali corrispondenti al certificato di interesse storico e collezionistico.
Inoltre è precisato che questi veicoli devono rispettate le norme relative alle cinture di sicurezza, per quelli costruiti dopo il 15 giugno 1976, alle apparecchiature visive d’illuminazione, agli specchi e retrovisori, ai pneumatici con dimensioni e caratteristiche identiche o equivalenti a quelli d’origine.

I veicoli costruiti prima del 1°gennaio 1960 dovranno effettuare la revisione presso i Centri Provinciali della Motorizzazione, in quanto il sistema informatico della stessa non è compatibile con i dati di identificazione utilizzati a quel tempo.
Al riguardo Roberto Loi ha tenuto a precisare che la Motorizzazione si è dichiarata disponibile, su richiesta dei Club, ad effettuare le revisioni presso sedi idonee con i club concordate, alfine di ridurre il disagio di coloro che abitano lontano dai capoluoghi provinciali.

Negli allegati II e III della bozza del Decreto Ministeriale sono indicati i parametri cui devono rispondere i veicoli storici. Tali parametri, prima di essere accettati, sono stati verificati in concreto, dalla Motorizzazione stessa, su diversi veicoli storici, per stabilire se gli stessi erano corretti e consentivano il superamento della prova.

Roberto Loi ha tenuto ad assicurare che gli accertamenti hanno dato esito positivo; si è così potuto constatare che tali parametri non costituiscono una penalizzazione, bensì garantiscono il rispetto dei principi di sicurezza e di rispetto dell’ambiente, cui anche i veicoli storici devono rispondere.
Questa procedura peraltro, è anche favorevole all’immagine degli stessi veicoli storici, che in alcuni ambiti, vengono considerati insicuri e altamente inquinanti.
Queste nuove norme, vanno dunque interpretate in modo positivo, in quanto contribuiscono al miglioramento dei rapporti con le amministrazioni locali, a beneficio di tutto il movimento collezionistico nazionale.

Il Presidente Berselli ha spiegato che con la revisione biennale, e non quadriennale, i veicoli storici sono stati equiparati a quelli circolanti con più di 4 anni di età, per evitare di dover approvare una legge specifica con tutte le conseguenze del caso!

Sempre il Senatore Berselli, ha poi chiarito alcuni punti molto importanti del progetto di legge di cui è primo firmatario:

- il possesso di uno o più veicoli storici non costituisce indice di capacità contributiva

- definizione di veicolo storico: lo stesso dovrà aver compiuto non più 20 anni, ma almeno 25 ( in questo ambito in Europa in alcuni Paesi si arriva anche fino a 30)

- per salvaguardare veicoli di interesse storico, che al momento dell’entrata in vigore della nuova legge non avessero ancora compiuto 20 anni, questi saranno inseriti in un apposito elenco, che consentirà agli stessi di essere radiati parzialmente, di non pagare ne bollo ne assicurazione e di essere lasciati fermi per 5 anni, per poi essere reimessi in circolazione e reimmatricolati con le loro targhe antecedenti. L’elenco, che sarà aggiornato ogni anno entro il 31/10, sarà stilato da Costruttori, ASI, Registri di Marca e FMI.

- Le vetture storiche saranno identificate con un adesivo con la lettera “H”

- Le certificazioni continueranno ad essere demandate a: ASI, Registri Alfa Romeo, Fiat, Lancia e FMI e ad associazioni rappresentative che dovranno rispondere a precisi parametri: essere state create da almeno 3 anni, avere sedi in 10 Regioni, contare su almeno 60 Club con 100 iscritti ed essere riconosciute da FIVA o FIA. Su questo punto il Presidente Loi ha espresso tutte le sue perplessità sostenendo che due associazioni che hanno fini totalmente diversi non possono esprimersi in modo tale da portare agli stessi risultati. In pratica si può finire per ritenere un “veicolo storico” equiparato ad una “replica”

Filippo Berselli e Roberto Loi hanno poi risposto a quesiti specifici su: conservazione trattori agricoli, normativa sulle vetture importate dagli USA, componenti di sicurezza montati su vetture sportive.


Circa le limitazioni alla circolazione dei veicoli storici nei territori comunali, anche Berselli ha dovuto “arrendersi” al fatto che ai Comuni sono demandati i problemi inerenti la salute pubblica, intimamente legati all’inquinamento atmosferico, che certo non è significativamente influenzato dai veicoli storici che sono pochi e che fanno anche pochi chilometri.

Si può comunque sperare, che con l’applicazione delle nuove regole, le auto storiche potranno dimostrare il loro adeguamento alle norme e consentire di riaprire colloqui per ottenere qualche concessione più liberatoria.

Dalle risposte è sempre emersa la preoccupazione che i veicoli storici siano caratterizzati da condizioni di conservazione corrette, indipendentemente da Marca e Modello, alfine di continuare a dare un immagine positiva del nostro parco auto, che grazie all’opera di ASI e Registri ha saputo conquistarsi nel Mondo un’immagine di alto livello.

Infine il presidente Loi, pur dichiarando di conoscere i limiti della legislazione attuale, ed esprimendo tutta la fiducia nell’operato del Presidente Berselli, ha chiesto che, con un atto di responsabilità, vista la sua influenza nella maggioranza di Governo, operi alfine di promuovere le modifiche anche delle norme costituzionali che hanno concesso a Sindaci e Regioni di porre limiti alla circolazione sul territorio statale, in netto contrasto con il diritto per il cittadino di vedersi riconosciuto tale diritto.

Il Salone di Padova ha fatto da degna cornice a questo incontro, che ancora una volta ha dimostrato l’impegno di Filippo Berselli e dell’ASI nel salvaguardare l’applicazione delle regole nell’ambito del collezionismo storico che si dimostra in costante sviluppo e che certo costituisce un importante giro d’affari, con ricadute occupazionali non trascurabili.

Inoltre, il messaggio culturale, tecnico e stilistico, che i veicoli storici portano in giro per le strade e le piazze del Paese, consente che anche le giovani generazioni possano entrare in contatto con i prodotti che hanno costruito quell’immagine prestigiosa, che contraddistingue la nostra industria automotoristica a livello mondiale.

(Fonte ASIFED.it)
 

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